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Pietro Grasso incontra gli studenti di Trapani

Lunedì 12 Dicembre 2011 09:09

''La legalità ci rende liberi'', il procuratore antimafia Pietro Grasso ha incontrato gli studenti In evidenza

 
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''La legalità ci rende liberi'', il procuratore antimafia Pietro Grasso ha incontrato gli studenti
 

 

 

L'aveva promesso, Piero Grasso, quest'incontro. E la promessa fatta tempo fa al preside Giuseppe Liuzza dell'Istituto alberghiero ''Vincenzo Florio'', l'ha mantenuta. Venerdì mattina, dunque, il procuratore nazionale antimafia ha preso parte a un convegno dal tema ''I giovani e la cultura della legalità'', organizzato dalla scuola ericina e tenutosi presso l'aula magna del Polo universitario di Trapani.

L'intervento di Piero Grasso era molto atteso, anche dagli studenti (molti erano in videoconferenza) che hanno assistito alla conferenza. Dopo gli interventi del preside Liuzza e del presidente del Polo universitario di Trapani Silvio Mazzarese il procuratore nazionale antimafia ha spiegato i meccanismi mafiosi e il ruolo che esercita la criminalità organizzata nella creazione di una società legale.

«La legalità è la forza dei deboli - ha detto Grasso - delle vittime e dei meno fortunati. Ma proprio su questi fanno leva le mafie, organizzazioni criminali che mirano alla privazione dell'uguaglianza. La cultura della legalità, infatti, non è altro che un sistema di principi, leggi e regole volte a perseguire proprio l'uguaglianza, la democrazia e la giustizia finalizzate alla convivenza civile. La mafia si propone come una mamma, protegge e aiuta i propri figli, offre lavoro, sostentamento e protezione ma chiede in cambio la schiavitù. Vuole stare al di sopra di tutti e da questa spirale, poi, non si può più uscire. Finge di dare protezione attraverso il racket, quando il pericolo da cui sostiene di difendere è essa stessa. La mafia non è ciò che vuol far credere. Cerca di sostituirsi allo Stato risolvendo i problemi dei più deboli. Tesse reti di relazioni esterne ad essa stessa, con amministratori, politici e imprese, finalizzate a scambi di favore, a fare affari, a veicolare capitali all'estero. Chi non fa parte di questa rete diventa oggetto di ritorsioni».

In aula, durante l'intervento, un silenzio assordante nonostante il gran numero di giovani studenti. Piero Grasso ha spiegato le possibili soluzioni per combattere la criminalità organizzata, puntando anche sui giovani.

«La mafia - ha aggiunto Grasso - non è solo un problema criminale, altrimenti sarebbe già stata sconfitta. È anche sociale ed economico. Se non faremo comprendere questo, non vinceremo mai. Lo Stato deve lavorare per risolvere i problemi del disagio sociale, del precariato e diffidare da chi non vuole risolverli facendo finta di farlo. Bisogna inoltre credere che le idee e le utopie siano realizzabili, trasmettendo tanta speranza. L'uomo senza ideali si riduce a creatura mossa da soli impulsi. È importante che ognuno di noi faccia la propria parte e non resti indifferente. Anche i giovani, bisogna partire da loro, rendendoli partecipi e protagonisti della creazione di una cultura legale».

Quindi, proprio prima di chiudere e dar spazio alle domande degli studenti, una frase che strappa uno scroscio interminato di applausi: «Ciò - ha concluso Grasso - renderà giustizia alla lotta di Falcone, Borsellino e altri che hanno pagato con la vita il sogno di un paese migliore».

All'incontro erano presenti le massime autorità civili, militari e religiose della città.

 

Nino Maltese

da "La Sicilia

Seduto in  prima fila anche il senatore D'Alì......apparire per essere ?????? !

Pubblicato il 13/12/2011 alle 12.54 nella rubrica Diario.

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